Blog · 27 Ottobre 2026

Cacca del neonato: colori, consistenza e frequenza nei primi mesi

cacca del neonato_Papà cambia il pannolino al neonato sorridente su un fasciatoio

Di Dott. Giorgio Casaburi, Scientific Lead Novabiomica · Revisione medica: Dott. Paolo Spuri

Nei primi mesi di vita, la cacca del neonato puo’ cambiare spesso colore, consistenza e frequenza. Nella maggior parte dei casi, queste variazioni sono del tutto normali e dipendono dall’età del bambino, dal tipo di alimentazione e dalle caratteristiche individuali.

Più che un singolo pannolino, conta il quadro generale: come mangia il bambino, come cresce e come sta.

Le tabelle «mese per mese» che circolano online suggeriscono una precisione che, nella realtà, non esiste. È molto più utile capire quali cambiamenti sono normali, quali rientrano nella variabilità individuale e quali, invece, meritano di essere valutati dal pediatra.

Com’è la cacca del neonato nei primi giorni?

Nei primi giorni di vita, le feci del neonato cambiano progressivamente aspetto. Si passa dal meconio, la prima cacca molto scura e appiccicosa, alle feci di transizione, generalmente più chiare e tendenti al verde o al giallo. Successivamente, colore e consistenza delle feci dipendono soprattutto dal tipo di alimentazione, con latte materno o formula [1].

Il meconio: la prima cacca del neonato

Il meconio è la prima cacca del bambino. Si forma durante la gravidanza ed è composto da materiali accumulati nell’intestino del bambino prima della nascita. Ha un colore nero-verdastro, una consistenza densa e appiccicosa, simile al catrame, ed è generalmente quasi inodore. Il suo aspetto così scuro è del tutto normale [1].

La prima emissione avviene generalmente entro le prime 24 ore di vita. Se il meconio non viene emesso entro 48 ore, è necessaria una valutazione pediatrica [1][8]. Di solito, questo controllo avviene già durante la permanenza in ospedale.

Le feci di transizione

Quando il bambino inizia a nutrirsi regolarmente, il meconio lascia il posto alle feci di transizione. Queste sono più chiare, meno appiccicose e assumono spesso tonalità che vanno dal verde al giallo. È un cambiamento normale, che riflette il progressivo adattamento dell’intestino del neonato all’alimentazione [1].

Nei giorni successivi, colore, consistenza e frequenza delle evacuazioni dipendono soprattutto dal tipo di latte, ma possono variare notevolmente da un bambino all’altro. Per questo, non esiste un unico modello di feci normali valido per tutti i neonati.

Che colore ha la cacca del neonato?

Dopo i primi giorni di vita, la cacca del neonato può assumere diverse tonalità: dal giallo al marrone chiaro, passando per il giallo-senape e il verde. Secondo l’American Academy of Pediatrics, questi colori sono generalmente normali [4].

ColoreCosa significa di solitoCosa fare
Nero-verdastro, appiccicoso (primi giorni)Meconio, la prima caccaNormale nei primi giorni
Giallo-verde (primi giorni)Feci di transizioneNormale nei primi giorni
Giallo, giallo-senapeComune soprattutto nei bambini allattati al senoNessuna azione particolare se il bambino sta bene
Marrone chiaro, giallo-marroneComune soprattutto nei bambini alimentati con formulaNessuna azione particolare se il bambino sta bene
VerdeVariazione comune, legata anche all’alimentazione e al transito intestinaleGeneralmente normale se il bambino sta bene. Approfondisci nella guida sulla cacca verde
Bianco, grigio chiaro o color argillaPuò indicare un problema nella presenza di bile nelle feciContatta il pediatra senza attendere
Rosso o con sanguePuò avere diverse cause, alcune innocue e altre da valutareContatta tempestivamente il pediatra
Nero, soprattutto se catramoso, dopo il meconioPuò indicare la presenza di sangue digeritoContatta tempestivamente il pediatra

Fonti: [4], [1].

Cacca del neonato allattato al seno e con latte artificiale: che differenza c’è?

Nei bambini allattati al seno, la cacca è spesso gialla o color senape, morbida o molto fluida, talvolta con piccoli granuli simili a semini. Nei primi periodi, le evacuazioni possono essere molto frequenti, anche dopo ogni poppata.

Nei bambini alimentati con latte artificiale, invece, le feci tendono a essere più dense e pastose, con tonalità che vanno dal giallo al marrone chiaro. In entrambi i casi, anche il verde può rientrare nella normalità [2].

Queste differenze sono tendenze generali, non regole valide per ogni bambino. Con l’allattamento misto, le feci possono presentare caratteristiche intermedie. Inoltre, con la crescita, la frequenza delle evacuazioni può diminuire, indipendentemente dal tipo di alimentazione [2].

Anche i microrganismi intestinali partecipano alla trasformazione dei componenti dell’alimentazione, producendo sostanze che contribuiscono all’ambiente chimico dell’intestino e delle feci. La composizione del microbioma cambia rapidamente nei primi mesi di vita ed è influenzata anche dal tipo di alimentazione [9] [10]. 

Che consistenza deve avere la cacca del neonato?

Nei primi mesi di vita, la cacca del neonato è generalmente morbida. Nei bambini allattati al seno può essere molto fluida, talvolta quasi liquida, mentre con il latte artificiale tende a essere più cremosa o pastosa.

Anche in questo caso, esiste un’ampia variabilità individuale. Più che una consistenza precisa, è importante osservare eventuali cambiamenti rispetto alle abitudini del bambino, considerando anche la frequenza delle evacuazioni, l’alimentazione e la crescita [2].

La cacca liquida nel neonato allattato al seno è diarrea?

Non necessariamente. Nei bambini allattati al seno, feci molto fluide e frequenti sono comuni e non indicano automaticamente diarrea [2].

Ciò che conta è soprattutto un cambiamento rispetto alle abitudini del bambino: feci improvvisamente più acquose e molto più frequenti del solito possono essere un segnale di diarrea, soprattutto se accompagnate da altri sintomi, come una riduzione delle poppate, febbre o segni di disidratazione. In questi casi, è importante contattare tempestivamente il pediatra.

Piccoli grumi nelle feci: quando sono normali?

Nei bambini allattati al seno, è comune osservare piccoli granuli chiari che danno alla cacca un aspetto simile a quello dei semini. Si tratta generalmente di una caratteristica normale delle feci e, da sola, non è motivo di preoccupazione [2].

È importante, però, distinguere questi piccoli granuli dalle feci interamente bianche, grigie o molto pallide, che possono essere il segnale di un problema e richiedono una valutazione tempestiva da parte del pediatra.

Muco, feci dure o dolorose: quando parlarne con il pediatra?

Piccole quantità di muco nelle feci possono comparire occasionalmente e, da sole, non indicano necessariamente un problema. Se però il muco è abbondante o persistente, le feci diventano ripetutamente molto acquose oppure sono dure e difficili da espellere, è importante parlarne con il pediatra.

La presenza di sangue nelle feci richiede invece una valutazione tempestiva.

Questi cambiamenti possono avere cause diverse e non devono essere attribuiti automaticamente a un’intolleranza alimentare o a un’alterazione del microbioma intestinale. Sarà il pediatra a valutare il quadro complessivo e l’eventuale necessità di approfondimenti.

Quante volte al giorno fa la cacca un neonato?

Non esiste un numero di evacuazioni valido per tutti: la frequenza cambia con l’età, il tipo di alimentazione e le caratteristiche individuali del bambino.

Nelle prime settimane di vita, però, è un’informazione importante. Secondo il servizio sanitario inglese (NHS), tra il quarto giorno e le sei settimane, un bambino allattato al seno che riceve abbastanza latte dovrebbe produrre almeno due scariche di feci gialle al giorno [3].

In questa fase, se il bambino allattato al seno non evacua per 24–48 ore, è importante parlarne con il pediatra o con l’ostetrica, perché potrebbe essere un segnale di un’assunzione insufficiente di latte [3].

Dopo le prime sei settimane, soprattutto nei bambini allattati esclusivamente al seno, le evacuazioni possono diventare meno frequenti, anche a distanza di diversi giorni, senza che questo indichi necessariamente un problema, purché le feci rimangano morbide e il bambino mangi, cresca e stia bene.

Queste indicazioni non valgono indistintamente per tutte le età e modalità di alimentazione. Se le evacuazioni diventano insolitamente rare, soprattutto in presenza di feci dure, difficoltà alimentari o altri sintomi, è opportuno confrontarsi con il pediatra.

Che ruolo ha il microbioma intestinale?

Anche il microbioma intestinale partecipa ai processi che influenzano le caratteristiche delle feci. Nei primi mesi di vita, alcuni bifidobatteri sono capaci di utilizzare particolari componenti del latte materno, tra cui gli oligosaccaridi del latte umano (HMO). Questa capacità varia tra specie e ceppi. La loro attività metabolica può contribuire alla produzione di acetato e lattato e a modificare il pH delle feci [11].

Queste attività contribuiscono all’ambiente chimico intestinale e possono influenzare alcune caratteristiche delle feci. Tuttavia, la frequenza delle evacuazioni, da sola, non permette di stabilire quali batteri siano presenti nell’intestino né quanto siano abbondanti.

cacca del neonato_ Illustrazione del latte materno collegato all’intestino del neonato, con rappresentazione dei batteri del microbioma intestinale.
Il latte materno contiene componenti che contribuiscono a nutrire i batteri benefici dell’intestino del neonato, favorendo lo sviluppo del microbiota intestinale nei primi mesi di vita.

Come cambiano le feci con l’introduzione dei cibi solidi?

Con l’introduzione dei cibi solidi, anche la cacca del bambino cambia: tende a diventare più consistente e spesso più scura, l’odore si fa più intenso e la frequenza delle evacuazioni può variare. Nel pannolino possono comparire piccoli residui riconoscibili di alcuni alimenti, come pezzetti di verdura. Si tratta generalmente di un fenomeno normale [1].

Esiste una tabella «ufficiale» dei colori della cacca del neonato?

Esistono carte dei colori delle feci create per uno scopo preciso: aiutare genitori e operatori a riconoscere per tempo feci troppo pallide, che possono indicare un raro problema del fegato o delle vie biliari da valutare subito. Non sono tabelle pensate per interpretare ogni colore o ogni disturbo intestinale.

Uno studio condotto a Taiwan ha valutato l’uso di una di queste carte in un programma di controllo neonatale, con buoni risultati nel riconoscere le feci da segnalare [5]. Quei risultati valgono per quella carta e per quel contesto, non per qualsiasi tabella dei colori trovata online.

Un esempio istituzionale è la BC Infant Stool Colour Card di Perinatal Services BC, in Canada [6]. 

La tabella riportata in questo articolo ha invece uno scopo informativo: aiutare a riconoscere i colori più comuni delle feci del neonato e quelli che richiedono attenzione medica. Non è uno strumento diagnostico e non sostituisce la valutazione del pediatra.

Infografica su come cambia la cacca del neonato dal meconio alle prime pappe, con colori, consistenza e frequenza delle feci nelle diverse fasi.

La cacca del neonato dice qualcosa sul microbioma?

Il colore, la consistenza e la frequenza delle evacuazioni possono essere influenzati da diversi fattori, tra cui alimentazione, bile, transito intestinale e attività dei microrganismi presenti nell’intestino. Tuttavia, osservare la cacca non permette di conoscere la composizione del microbioma intestinale né di stabilire quali batteri siano presenti o quanto siano abbondanti.

Le feci rappresentano però un campione prezioso per studiare il microbioma. Attraverso tecniche di analisi del DNA microbico, come la metagenomica, è possibile identificare i microrganismi presenti e studiarne il potenziale funzionale.

Nei primi mesi di vita, il microbioma intestinale cambia rapidamente e l’alimentazione svolge un ruolo importante nel suo sviluppo. Il latte materno, ad esempio, contiene particolari zuccheri complessi, chiamati oligosaccaridi del latte umano (HMO), che possono essere utilizzati solo da alcuni batteri intestinali, tra cui specifici bifidobatteri [7].

Questo non significa che i bambini alimentati con latte artificiale abbiano necessariamente un microbioma «peggiore». Le modalità di alimentazione possono influenzare la composizione e lo sviluppo del microbioma, ma le differenze individuali sono ampie e non possono essere ridotte a un semplice giudizio di normalità.

Quali feci richiedono una valutazione del pediatra?

La maggior parte delle variazioni di colore, consistenza e frequenza delle feci è normale nei primi mesi di vita. Alcuni cambiamenti, però, richiedono attenzione, soprattutto quando sono improvvisi o accompagnati da altri sintomi.

Contatta il pediatra se:

  • Le feci sono bianche, grigie o molto pallide, anche se il bambino sembra stare bene. Possono essere un segnale di un problema del fegato o delle vie biliari e richiedono una valutazione tempestiva [4].
  • Noti sangue nelle feci o una colorazione rossa non spiegata dall’alimentazione [4].
  • Le feci diventano nere, soprattutto se catramose, dopo la fase del meconio [4].
  • Il meconio non è stato emesso entro 48 ore dalla nascita [1][8].
  • Nelle prime settimane di vita, un bambino allattato al seno evacua molto raramente o non fa la cacca per 24–48 ore, soprattutto se si alimenta poco o cresce con difficoltà [3].
  • Le feci diventano improvvisamente molto acquose e più frequenti del solito, contengono muco abbondante o persistente, oppure sono dure e difficili da espellere.

Alcuni sintomi richiedono un’attenzione ancora più rapida. Se il bambino ha meno di tre mesi e presenta una temperatura di 38 °C o superiore, è necessaria una valutazione medica immediata. Anche vomito verde, marcata sonnolenza, difficoltà a svegliarsi, segni di disidratazione o un peggioramento evidente delle condizioni generali richiedono assistenza urgente.

Un consiglio pratico: se qualcosa nel pannolino ti lascia un dubbio, scatta una foto con una buona illuminazione. Può aiutare il pediatra a valutare meglio ciò che hai osservato.

FAQ – Domande frequenti

Quali sono le caratteristiche della prima cacca di un neonato?

La prima cacca si chiama meconio: è nero-verdastra, densa e appiccicosa. Di solito viene emessa entro le prime 24 ore di vita e lascia gradualmente il posto, nei giorni successivi, a feci di transizione più chiare, spesso giallo-verdi.

Quante volte al giorno deve fare la cacca un neonato allattato al seno?

Tra il quarto giorno e le sei settimane, un bambino allattato al seno che riceve abbastanza latte dovrebbe generalmente produrre almeno due scariche di feci gialle al giorno, spesso di più. Dopo le sei settimane, le evacuazioni possono diventare meno frequenti, anche a distanza di diversi giorni, senza che questo indichi necessariamente un problema.

La cacca liquida del neonato alimentato con latte artificiale è normale?

Nei bambini alimentati con formula, le feci tendono a essere più pastose rispetto a quelle dei bambini allattati al seno. Una consistenza occasionalmente più morbida può essere normale. Se però le feci diventano improvvisamente molto acquose e più frequenti del solito, soprattutto se il bambino mangia meno o sembra stare poco bene, è importante contattare il pediatra.

Cosa sono i grumi gialli nella cacca del neonato?

Sono piccoli granuli che danno alle feci un aspetto simile a quello dei semini, frequente nei bambini allattati al seno. Generalmente sono una caratteristica normale e, da soli, non indicano un problema. Vanno distinti dalle feci interamente bianche, grigie o molto pallide, che richiedono una valutazione tempestiva del pediatra.

Che colore non deve avere la cacca del neonato?

I colori che richiedono attenzione sono il bianco, il grigio molto chiaro o il color argilla, il rosso o la presenza di sangue, e il nero dopo la fase del meconio. In questi casi è importante contattare tempestivamente il pediatra. Giallo, marrone e verde rientrano invece generalmente nella normale variabilità.

Come capisco se il neonato prende abbastanza latte?

Nelle prime settimane, la frequenza delle evacuazioni è uno degli elementi da considerare, insieme al numero di pannolini bagnati, alla crescita e all’andamento delle poppate. Nessuno di questi segnali, preso singolarmente, è sufficiente per valutare l’alimentazione del bambino. In caso di dubbi, è importante confrontarsi con il pediatra o con l’ostetrica.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere del pediatra.

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Autore e responsabile scientifico: Dr. Giorgio Casaburi

Biologo computazionale, co-fondatore e Scientific Lead di Novabiomica. Adjunct Professor presso la Keck School of Medicine della University of Southern California e autore di oltre 70 pubblicazioni scientifiche nel campo della genomica e del microbioma. Ha curato i contenuti scientifici e l’interpretazione della letteratura.

Revisione medica: Dott. Paolo Spuri

Medico specialista in urologia, co-fondatore e CEO di Novabiomica. Ha revisionato i contenuti medici e le indicazioni generali rivolte ai genitori.

Fonti

  1. Nationwide Children’s Hospital — Newborn poop: meconium. https://www.nationwidechildrens.org/family-resources-education/700childrens/2021/07/newborn-poop-meconium
  2. American Academy of Pediatrics, HealthyChildren.org — Diarrhea in Babies. https://www.healthychildren.org/English/ages-stages/baby/diapers-clothing/Pages/Diarrhea-in-Babies.aspx
  3. NHS — Breastfeeding challenges: constipation. https://www.nhs.uk/best-start-in-life/baby/feeding-your-baby/breastfeeding/breastfeeding-challenges/constipation/
  4. American Academy of Pediatrics, HealthyChildren.org — The Many Colors of Poop. https://www.healthychildren.org/English/ages-stages/baby/Pages/The-Many-Colors-of-Poop.aspx
  5. Studio sulla carta dei colori delle feci in un programma di controllo neonatale a Taiwan. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16585309/ [citazione completa da inserire]
  6. Perinatal Services BC — BC Infant Stool Colour Card. https://www.perinatalservicesbc.ca/Documents/Screening/BiliaryAtresia/BA_Stool_Card_Print_2023Jan.pdf
  7. Lawson MAE et al. — The ISME Journal. https://www.nature.com/articles/s41396-019-0553-2 [citazione completa da verificare]
  8. Tabbers MM et al., ESPGHAN/NASPGHAN — J Pediatr Gastroenterol Nutr, 2014. https://www.naspghan.org/files/documents/pdfs/cme/jpgn/Evaluation_and_Treatment_of_Functional.24.pdf [citazione completa da verificare]
  9. Frese SA, Hutton AA, Contreras LN, Shaw CA, Palumbo MC, Casaburi G, Xu G, Davis JCC, Lebrilla CB, Henrick BM, Freeman SL, Barile D, German JB, Mills DA, Smilowitz JT, Underwood MA. Persistence of Supplemented Bifidobacterium longum subsp. infantis EVC001 in Breastfed Infants. mSphere. 2017 Dec 6;2(6):e00501-17. doi: 10.1128/mSphere.00501-17. PMID: 29242832; PMCID: PMC5717325.
  10. Stewart, C.J., Ajami, N.J., O’Brien, J.L. et al. Temporal development of the gut microbiome in early childhood from the TEDDY study. Nature 562, 583–588 (2018). https://doi.org/10.1038/s41586-018-0617-x
  11. Lawson, M.A.E., O’Neill, I.J., Kujawska, M. et al. Breast milk-derived human milk oligosaccharides promote Bifidobacterium interactions within a single ecosystem. ISME J 14, 635–648 (2020). https://doi.org/10.1038/s41396-019-0553-2

Scritto da

Dott. Giorgio Casaburi

Biologo computazionale, co-fondatore e Scientific Lead di Novabiomica. Adjunct professor alla Keck School of Medicine della University of Southern California e autore di oltre 70 pubblicazioni scientifiche su genomica e microbioma. Ha curato i contenuti scientifici e l’interpretazione della letteratura.

Revisione medica

Dott. Paolo Spuri

Medico specialista in urologia, co-fondatore e CEO di Novabiomica. Ha verificato gli aspetti clinici e le indicazioni rivolte ai genitori.

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